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VOCAZIONE

a servizio delle vocazioni…

 

Chi si mette in cammino per seguire Gesù e vivere il Vangelo prima o poi sente il proprio nome pronunciato con amore da Lui e vuole scoprire come rispondere a questa chiamata.

È bello sentirsi chiamati per nome e raggiunti nel profondo del cuore, scoperti nella propria unicità e aperti a cercare quale desiderio vi abita.

Alla luce della Parola di Dio, vogliamo aiutarti in questa ricerca, certi che il Signore ti condurrà alla piena consapevolezza di te e della tua vocazione.

Anche a noi, come al Signore, sta a cuore la tua felicità e desideriamo che tu possa, nella libertà, aprirti sia al matrimonio sia a una forma di consacrazione come alle due possibili vie per vivere pienamente il Vangelo e l’amore che dona tutto e per sempre.

Per fare passi nuovi in questo cammino, ti offriamo la possibilità di un accompagnamento personale per scoprire la bellezza della vocazione alla consacrazione e alla vita coniugale.

Scoprirai, così, il modo unico con cui il Signore ti chiama per nome e in che modo rispondere con il dono della tua vita.

WakeUp

“SVEGLIATE IL MONDO”

 Papa Francesco 

e…noi ci siamo!

Giovani FmGB si raccontano

 

LA TUA VITA E’ VOCAZIONE:

testimonianze…

sr-ste

Desiderio di una vita eterna

 

               Desiderio di una vita eterna, di una vita che non muore. Parlare della mia vocazione è descrivere come il Signore abbia risposto a questa sete, l’abbia ascoltata e mi abbia rivolto l’invito: vieni a me! Guardo alla mia storia e vedo…Stefania, una ragazza di paese che oggi ha 34 anni ed è cresciuta in una Parrocchia di campagna nella provincia di Pisa (Soiana), con una famiglia dalla fede semplice, sincera.

Come tante altre famiglie, la mia viene segnata in modo profondo dal dolore: la malattia dei miei genitori. Vogliono la vita, lottano contro il cancro ma, mia madre prima e dopo pochi anni mio padre, muoiono. All’età di venti anni rimango in casa con le mie due sorelle (più grandi di me di tre e sei anni) e cerco di continuare a coltivare i miei sogni, a guardare in alto, come mi hanno insegnato mamma e papà. Studio Scienze della comunicazione all’università di Siena, vorrei scrivere e girare il mondo come giornalista. Ma dentro di me avanza, come un mostro che distrugge e devasta, il non senso, l’inutilità di tutto perchè tutto sembra avere una scadenza, un termine irrevocabile: la morte. Così la mia giovinezza ha come sfondo un unico e inconsapevole obiettivo: la fuga. Si può fuggire in tanti modi, anche senza far tanto clamore o dare nell’occhio. Basta semplicemente indossare qualche maschera, per nascondere agli altri, oltre che a se stessi, il proprio dolore, la propria solitudine. Sì, in quel momento Dio era presente, era nei cieli, aveva accolto i miei, ma di me si prendeva cura? Fame di amore, ricerca di uno sguardo che toccasse, accarezzasse tutte le mie paure e mi traesse fuori dal buio in cui mi sentivo.

Quello sguardo pazientemente si fece strada, pian piano, e fra tante mie resistenze mi raggiunse. Non accadde in una volta sola, eppure un’esperienza fu senz’altro decisiva: la marcia francescana. Era l’estate del 2002 ed insieme a tanti ragazzi, frati e suore francescane, ci eravamo messi in cammino per raggiungere Assisi il 2 Agosto, giorno della festa del Perdono, entrare da pellegrini in Porziuncola e chiedere il dono dell’indulgenza. Fu S. Francesco ad indicarmi che qui, su questa terra, esiste un luogo che è ‘la porta del cielo’, la porta della vita eterna. Quel luogo era la Porziuncola. Quel luogo era il mio cuore che traboccava dell’amore di Gesù, dell’amore di chi mi guardava con Lui, dal cielo. Così l’Amore si mostrava a me più forte della morte e mi gridava la vittoria della vita, dagli occhi aperti, spalancati del Crocifisso di S. Damiano. Un cuore squarciato che mi chiamava a sé per riattingere tutta la vita che credevo di avere perduto e che invece, in quel corpo consegnato, io vedevo moltiplicata. Quell’attrazione, quell’andare a Lui, da quel momento in poi non si fermò più. Infatti col tempo scoprii che tutta la mia sete di vita e di amore si spegneva lì, al suo cuore. Per questo il 29 ottobre del 2005 dissi sì, e iniziai il mio cammino dietro di Lui nelle suore Francescane Missionarie di Gesù Bambino. Tra passi sicuri e altri più fragili mi sono affidata alla sua Parola, alla sua fedeltà, e il 3 Maggio 2014 ho celebrato la mia professione perpetua proprio alla Porziuncola, dove l’eccomi di Maria è sostegno e guida anche al mio. E ogni giorno ha il suo ‘eccomi’, il suo invito ad amare e a lasciarsi amare.

Tanti pellegrini e in particolare tanti giovani passano ogni giorno dalla Porziuncola. Oggi abito a pochi metri da lì, in una fraternità che si occupa a tempo pieno della formazione alla fede e del discernimento vocazionale dei giovani. E’ per me un dono senza misura poter aiutare altri fratelli e sorelle a incontrare la fonte della verità e della bellezza che ha nella Vergine Maria il suo canale privilegiato.  In questo luogo di grazia che è Assisi, la nostra fraternità collabora da anni con le iniziative di pastorale giovanile proposte dai frati minori dell’Umbria che ormai da trent’anni seguono ed accompagnano i giovani a rispondere con la vita alla loro chiamata all’amore. Volti, storie, sorrisi, lacrime, sogni, promesse…i nostri occhi, le nostre mani, toccano ogni giorno il Verbo della vita che si fa carne nella vita di questi giovani e in questa concretezza, così quotidiana e così umile, Dio porta a compimento quel desiderio scritto così profondamente nel mio cuore e che ha dato ritmo e canto alla mia storia: testimoniare e annunciare che è qui, nella disponibilità del nostro ‘sì’, che ha inizio la vita vera ed eterna e così poterla, con gioia, annunciare!

Quello che era da principio, quello che noi abbiamo udito, quello che abbiamo visto con i nostri occhi, quello che contemplammo e che le nostre mani toccarono del Verbo della vita – la vita infatti si manifestò, noi l’abbiamo veduta e di ciò diamo testimonianza e vi annunciamo la vita eterna che era presso il Padre e che si manifestò a noi. (Gv 1,1-2)

Sr Stefania Baneschi

Elena

IL REGNO DEI CIELI E’ QUI

 

Al tempo delle grandi domande, quando intorno ai vent’anni cominciai a chiedermi profondamente chi fosse Dio, quale strada potevo scegliere nella mia vita, quali desideri autentici il Signore metteva dentro di me, durante una marcia francescana verso il Perdono di Assisi, ci fu proposto di camminare meditando il Padre nostro. Fu lungo il silenzio di quei passi che intuii una verità forse logicamente scontata, ma esistenzialmente inaudita che mi toccò e mi commosse profondamente, cambiando radicalmente il mio sguardo sulla realtà e sulle relazioni.

Padre nostro”: se Dio è Padre di tutti noi vuol dire che io sono sorella di tutti, vuol dire che tutti sono miei fratelli e mie sorelle. Consapevolizzare questa inequivocabile realtà, comprensibile solo nella fede di un Dio che è Padre, ha significato per me sentire come il Signore rispondeva a un desiderio che da sempre mi abitava e che fino ad allora non aveva ancora trovato compimento. Sono figlia unica e non ricordo un giorno della mia infanzia in cui non abbia desiderato avere un fratello o una sorella, credo di aver provato a chiederlo fino ai quindici anni, fino a quando mi resi conto che le condizioni biologiche perché i miei potessero avere un altro figlio si assottigliavano sempre di più e allora abbandonai la mia richiesta ostinata … ma il vuoto rimaneva come un dato di fatto.

Lungo il silenzio di quei passi accompagnati dal ripetere semplicemente “Padre nostro”, il Signore rispose al mio profondo desiderio con quel centuplo che non avrei mai potuto calcolare, né contenere… non un fratello o una sorella … ma tutti… tutti erano per me fratelli e sorelle!

E cominciai da quello stesso gruppo di giovani, frati e suore con cui camminavo, a guardare l’altro con gli occhi nuovi di chi sa che “tu sei mio fratello”, “sei mia sorella”, sei la sorpresa che Dio ha preparato per me, il Lui siamo già uno, una sola famiglia. Non importa se, quanto e come ci consociamo, io so che tu sei mio fratello, che abbiamo uno stesso Padre e per questo ti voglio bene, sei importante per me, mi fido di te ed è un dono meraviglioso incontrarti e condividere la mia vita con te.

Accanto a molte altre, questa è stata sicuramente una parola che ha segnato il mio cammino e la mia scelta vocazionale. Sono una suora francescana missionaria di Gesù Bambino, ho 35 anni e ho fatto la professione perpetua da un anno e mezzo. Oggi vivo a Perugia nella nostra fraternità formativa di postulato, proprio là dove si inizia a scoprire e a vivere la realtà del nostro essere figlie di uno stesso Padre come il legame più forte che ci unisce e che ci apre a condividere insieme tutta la nostra vita. Crescere dentro questo legame fraterno, non è affatto scontato e credo costituisca la nostra prima missione: imparare a riconoscerci e ad amarci da sorelle, “rendere ogni nostra fraternità un seconda casa di Nazareth, casa di pace, di preghiera, di semplicità, di fede, di carità, *di unione con Dio, di vera povertà, riponendo i nostri cuori nell’unico tesoro delle anime, Gesù, Maria, Giuseppe” (lett.44), così scriveva la nostra Madre fondatrice, Barbara Micarelli, all’inizio della sua esperienza di vita fraterna. Vivere il dono di questa appartenenza reciproca, entrare e abitare nella casa della fraternità è come penetrare lentamente dentro quella quotidianità nascosta che ha segnato il tempo più lungo e segreto della vita di Gesù in mezzo a noi.

A Nazareth, nell’umiltà di quella esistenza fatta di lavoro, di preghiera e di relazioni familiari, Gesù ha vissuto la missione di ritrovarsi e riconoscersi Figlio dell’unico Padre, fratello di ogni uomo e per questo mandato ad ogni uomo.

Ed è solo da quella casa, là dove sperimentare la salvezza che ci raggiunge proprio perché figli nel Figlio, che anche noi possiamo continuare a uscire con Lui, dietro Lui e in Lui per abitare la strada, per testimoniare l’amore vissuto e poter dire: in Gesù tu sei mio fratello, in Lui morto e risorto siamo figli di uno stesso Padre, una cosa sola con Lui.

E il regno dei cieli è già qui, siamo a casa.

 

sr Maria Elena

Elba-058

CERCANDO BELLEZZA

 

Se mi fosse chiesto di trovare una parola chiave per dire di me…..direi bellezza!

Sono nata tra la bellezza, sono originaria di una piccola isola circondata dal mare blu dell’Arcipelago Toscano in Italia, e per questo ho vissuto tra variazioni di profumi e sfumature di colori. Sono cresciuta nella bellezza delle relazioni, quelle profonde di casa, le amicizie sincere dei compagni di scuola e una semplice vita di parrocchia fatta dallo stare insieme nella preghiera e in qualche servizio. Sono stata educata in famiglia alla bellezza della vita cristiana, ascoltando la Buon Notizia di Gesù e compiendo buoni gesti nel Suo nome. Ho camminato col desiderio di coltivare nel cuore bei progetti per fare il bene e farlo bene e per varie circostanze tutto questo si è fatto possibilità concreta e impegnativa: sognavo di diventare un magistrato minorile, per prendermi cura dei minori, feriti dall’errore proprio o da quello altrui. E così una domenica pomeriggio sono salita su una nave e ho iniziato una nuova esperienza presso l’Università di Pisa alla Facoltà di Giurisprudenza. Tutto è completamente cambiato, vivevo in appartamento con altre studentesse, dovevo coniugare lo studio con il resto della vita, imparare a gestire soldi e tempo, nuovi modi di prendersi cura di me e di stare accanto agli altri. Ho vissuto tanto la fatica di trovare un giusto equilibrio fra le mille cose da fare, le tante opportunità che mi venivano offerte, le differenti voci da ascoltare e i miei progetti….era difficile e serviva qualcosa che indicasse la strada giusta. Ho subito intuito che ciò che mi avrebbe aiutato era da cercare in me, nel mio profondo. Dovevo avere il coraggio di pormi domande e subito ho iniziato a chiedermi: quale gioia ci sarà per me? Come potrò generare vita intorno a me? Che cosa renderà veramente bella la mia vita? oggi si direbbe, come faccio a essere felice? a Gesù avrebbero chiesto, che cosa devo fare per avere la vita eterna?; comunque la stessa fondamentale domanda dell’uomo, come posso avere vita in pienezza?

Mossa da questa sola domanda (mio unico merito, il resto è pura grazia) ho iniziato un cammino ascoltando i miei sospiri più profondi, confrontandomi con la luce della Parola – quella che conoscevo e così come la conoscevo -, accompagnata dall’aiuto di qualche fratello nella fede.

Credo di essere stata una vera combattente, come Giacobbe allo Jabbok. Ho lottato per sapere quale felicità mi aspettasse, eppure sfidavo quello che intuivo, perché troppo diverso da quello che io avevo progettato, non capivo la risposta e forse non la volevo capire, o ancora, non m’interessava di capire e quindi andavo oltre, veramente una battaglia. Ho faticato – tanto! -, mi sono distratta – tanto! -, mi sono interrogata – tanto! – fino a quando questa bellezza per me ha assunto un volto e un nome: Cristo Gesù! La tanto mendicata bellezza non era il prodotto di un successo, non il frutto di cose, non determinata da situazioni o traguardi, ma era l’incontro con una persona, il Signore Gesù. È quello che intuì Francesco d’Assisi segnato dall’amore sul monte della Verna, quando diceva Tu sei bellezza…Tu sei il bene, ogni bene, tutto il bene… Tu sei tutto, ricchezza nostra a sufficienza. Questo bell’incontro ha generato ancora una volta una cascata di domande: si, ma come? In che luogo? Quando? E ancora mi sono messa a cercare e ancora mi sono fermata solo quando ho trovato il Volto bello di Gesù, ora incontrato nella vita di una fraternità di sorelle chiamate a custodire il mistero del Dio fatto Bambino, le suore francescane missionarie di Gesù Bambino. Il segno fragile, del più piccolo, di Colui che ha bisogno di essere accolto, custodito, quello era la risposta alle mie tante domande. Dio l’immenso, l’incontenibile, la causa prima, il principio di tutto si è abbreviato nel Bambino per farsi amare e non temere; direbbe il Santo Padre Francesco: il Bambino Gesù, nato a Betlemme, è il segno dato da Dio a chi attendeva la salvezza, e rimane per sempre il segno della tenerezza di Dio e della sua presenza nel mondo….e in tutto questo, per me, c’era vita!

Sono passati oramai già alcuni anni da quelle cose appena intuite, eppure ogni volta faccio la stessa esperienza, ogni volta che riesco a superare lo scandalo della povertà, la stoltezza dei miei giudizi e riesco a riconoscere la fragilità umana, ogni volta incontro la bellezza di Betlemme, la sapienza dell’incarnazione, e non c’è più frammento di umanità che non dica di Dio.

In questo anno 2015 dedicato alla vita consacrata si parla spesso di noi consacrati come di profeti; ecco a me piacerebbe portare questa parola al mondo: la bellezza di Dio che raggiunge ognuno in umiltà, nella piccolezza, col sapore forte dell’amore che sa abbassarsi per incontrare l’altro, sa ridursi per fare spazio all’amato, il profumo del troppo dell’amore che tuttavia non è mai abbastanza….…..sì a me, da consacrata, piacerebbe essere solo questo, un raggio della divina bellezza (VC 109).

 

Suor Simona Barbara

PREGHIERA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLE VOCAZIONI 2017

Alzati, va’ e…non temere!

Signore Gesù,
donaci un cuore libero,
sospinto dal soffio dello Spirito,
per annunciare la bellezza dell’incontro con te. Aiutaci a sentire la tua presenza amica,
apri i nostri occhi, fa’ ardere i nostri cuori,
per riconoscerci
“marcati a fuoco dalla missione”.
Fa’ che sogniamo con te
una vita pienamente umana,
lieta di spendersi nell’Amore,
per alzarsi, andare e… non temere.
Vergine Maria, sorella nella fede,
donaci prontezza nel dire il nostro “Eccomi”
e metterci in viaggio con te,
per essere portatori innamorati del Vangelo. Amen.

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PREGHIERA PER LA GIORNATA MONDIALE DELLE VOCAZIONI 2016

Ricco di Misericordia…Ricchi di Grazie

Padre di misericordia,

che hai donato il tuo Figlio
per la nostra salvezza

e sempre ci sostieni
con i doni del tuo Spirito,


concedici comunità cristiane vive,
ferventi e gioiose,

che siano fonti di vita fraterna


e suscitino fra i giovani il desiderio
di consacrarsi a Te e all’evangelizzazione.

Sostienile nel loro impegno di proporre una adeguata catechesi vocazionale

e cammini di speciale consacrazione.

Dona sapienza per il necessario discernimento vocazionale,


così che in tutto risplenda la grandezza del tuo amore misericordioso.


Maria, Madre ed educatrice di Gesù,

interceda per ogni comunità cristiana,

affinché, resa feconda dallo Spirito Santo,

sia fonte di genuine vocazioni
al servizio del popolo santo di Dio.

Papa Francesco

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