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Vedere frutti…in questo tempo

foto articolo Ilaria

Vedere frutti…in questo tempo

Carissime sorelle,

è stata una vera gioia ricevere questa vostra mail (con allegato il messaggio Francesco e gli stop)! Io sono Ilaria, ho 25 anni e vi scrivo da Chieti. Abbiamo trascorso capodanno 2020 ad Assisi con alcuni amici universitari (siamo attivi nella Pastorale Universitaria di Chieti e da qualche anno camminiamo nella fede insieme a tanti altri ragazzi e con la guida di sacerdoti missionari argentini della Società San Giovanni); ho inoltrato ai ragazzi con cui siamo stati ad Assisi questa mail e sono stati contentissimi, vi salutano con affetto, stiamo tutti bene qui a Chieti, preoccupati per la situazione nazionale ma uniti nella fede e perseveranti in questo tempo quaresimale!

Molti di noi siamo fuori sede e quando sono stati chiusi i confini regionali siamo rimasti qui in Abruzzo. Continuiamo a sentirci e starci vicino tramite i social e le videochiamate. Con i nostri sacerdoti avevamo avviato dall’inizio di questa Quaresima degli esercizi spirituali, un cammino che abbiamo chiamato “Exodus” per uscire dall’Egitto, quello fatto delle tante schiavitù dell’amore e conquistare la terra promessa, ovvero l’amore per Cristo e una vita rinnovata nella fedeltà a Dio per poter pienamente vivere da cristiani per il mondo.

Personalmente, San Francesco mi è sempre stato caro da quando 5 anni fa fu il ponte che mi portò alla conversione, proprio lì, ai piedi del monte Subasio, quando sperimentai e riconobbi la presenza di Cristo vivo nella mia vita per la prima volta. E mi accompagna sempre!

Ci chiedevate nella mail come stiamo vivendo questo tempo. Grazie agli esercizi spirituali scandiamo la giornata tra studio, preghiera e meditazione, servizi in casa (grazie a Dio io ho anche un giardino, così non ci si annoia mai!), condivisioni tramite Skype, messe in tv o alle 7 col papa a Santa Marta via web, insegnamenti in supercollegamento con i nostri sacerdoti 40-50 persone alla volta, chiamate ai parenti e agli amici, creatività artistica, musicale, riscoperta dei talenti, colloqui Skype con i pazienti (io e la mia coinquilina ci siamo laureate l’anno scorso in Psicologia e abbiamo quasi terminato l’anno di tirocinio post-lauream).

 

In realtà, anche se il tempo che stiamo vivendo, in tutto il mondo, è triste (molti lo stanno definendo la terza guerra mondiale). Non posso fare a meno di vedere i frutti e le grazie di questa situazione. E Finalmente i ragazzini che andavano di pub in discoteca stanno vivendo la famiglia, stanno capendo che ti annoia stare sempre al cellulare o al pc, stanno sentendo la mancanza delle relazioni, hanno sete di rapporti umani, di autenticità, di verità… in casa non puoi scappare: adesso o parli, ti confronti e condividi, oppure dovrai vivere una prigione. E a quanto pare è arrivato il momento di imparare a farlo e sto gustando anch’io ottimi frutti nella mia famiglia.

L’aria è più pulita, dato che non c’è traffico e le fabbriche sono chiuse. Si respira. Un’aria nuova, in tutti i sensi.

Non mi sono soffermata sulle cose negative e tristi, che ci sono, ma lo sappiamo, i tg li sentiamo tutti. È vero, sembra una guerra. Ma per la prima volta non è di uomo contro uomo ma tutta l’umanità intera contro un nemico comune… un virus?… Al di là del virus, penso che il nemico fosse l’uomo stesso, il sé stesso di ciascuno, con cui ci troviamo a fare i conti ora che siamo stati scaraventati in questa condizione di deserto forzato…

La Storia fa e va da sé. Ma ho imparato che Dio è signore della storia e opera attraverso di essa, per l’uomo.. Quindi se custodisce ogni capello del nostro capo…di che dobbiamo avere paura..?

E non ci sono arrivata subito a questo. Ho temuto all’inizio, ho titubato, mi sono venuti anche attacchi di panico (e meno male che sono psicologa!) ma pregando ho chiesto a Gesù che agisse in me… non mi ha liberato dal timore. Mi ha solo detto “è qui che devi lavorare, comincia col fidarti di Me”.

San Paolo, San Francesco e il loro esempio di vita mi hanno accompagnato.

Abbiamo tutti bisogno di esempi, di qualcuno di cui poter constatare “ecco, lui è uno che ce l’ha fatta!” e che sia da invito e sprono per noi che siamo ancora in cammino (o che ci siamo da poco entrati!).

Grazie anche a voi, care sorelle, per esserne una testimonianza.

Sicuramente un giorno ci sarà il piacere di rincontrarci e fino ad allora…unite in preghiera!

Un abbraccio a distanza e grazie veramente di cuore per averci scritto!

Ilaria