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San Francesco ‘vicino’ in questo tempo

San Francesco

San Francesco ‘vicino’ in questo tempo

A tutti i ragazzi passati dalla nostra casa e non solo…abbiamo scritto una lettera:

Cari ragazzi,

come state? Siamo le suore di Assisi, della casa Maria Immacolata… in questo momento difficile per tutta l’Italia – e non solo – vi abbiamo pensato e vi vogliamo scrivere.

Anche noi siamo in casa e ammettiamo che un po’ ci mancate: il telefono, il campanello, le risate, i profumi dalla cucina, i vostri canti, il pregare insieme, il condividere momenti di gioco…

Soprattutto ci manca fare con voi i pellegrinaggi per Assisi per raggiungere, anche facendo un po’ di fatica sotto al sole o contro il vento freddo, i luoghi della vita di San Francesco e Santa Chiara. Nelle varie tappe del nostro cammino abbiamo provato ad accostare la loro vita affinché qualcosa che è capitato a loro parlasse anche a voi. Soprattutto è Francesco ad aver vissuto grandi cambiamenti, passando dall’essere il figlio del riccone che si divertiva alle feste all’essere un uomo felice, perché pieno del desiderio di amare il Signore, se stesso e gli altri.

Crediamo che proprio fissando la nostra attenzione su un momento della sua vita, possiamo trovare un suggerimento anche per noi in questo tempo di coronavirus nel quale tutti noi abbiamo incontrato “uno STOP”. Non si può uscire di casa, stare con gli amici, andare a scuola, in palestra, al bar… ecc ecc ecc.

Francesco da giovane ha subito un grande stop quando, dopo aver perso la battaglia contro Perugia, è stato imprigionato e si è anche ammalato in prigione! Francesco, il re delle feste, l’amicone, il commerciante, l’uomo amante della compagnia e del bel vivere… fermo. In prigione. Niente amici. Niente feste. Niente di niente.

Come te oggi… anzi tra l’altro non sappiamo come state, se qualche persona che conoscete è malata, o voi stessi siete in quarantena. Insomma veramente sembra vicino a noi oggi la prigionia di Francesco…. Anche il Papa (un altro Francesco…) l’ha detto ultimamente: “mi sento ingabbiato”.

Francesco ha però imparato molto da quel tempo di prigionia e forse è stato proprio quel tempo “di niente” a insegnargli a dire “STOP” mentre andava verso le Puglie per partecipare alla crociata e cercare di realizzare il sogno di diventare cavaliere. Lo stop della prigione, lo stop imposto è diventato per lui insegnamento che lo ha aiutato a scegliere di fermarsi e tornare indietro per scoprire chi è, cosa vuole davvero per la sua vita. Da questo secondo stop, scelto, sono accaduti tanti cambiamenti e tante scelte, fondate però non più sulla paura di restare solo, sul timore del giudizio degli altri o dall’ultima moda, ma…sullo sguardo di Gesù.

sullo sguardoE quindi? Beh allora questa volta il binario della vita di Francesco si avvicina al nostro dandoci un po’ di coraggio nel credere che non sempre quello che sembra una situazione senza uscita lo è davvero… o lo è per forza… che non vuol dire che è facile o che non c’è la perdita di qualcosa (#andràtuttobene… #forseserveancheilcoraggiodidirecheèdifficile).

Che San Francesco ci aiuti a non subire questa situazione.

Ci affidiamo a lui nel chiedergli che questo “stop imposto” ci educhi al contatto con noi, con i nostri desideri per essere capaci di rifermarci quando ci accorgeremo che non è per la felicità vera la strada che stiamo percorrendo.

Ci affidiamo a lui perché questo “stop imposto” diventi ora occasione di trovare in noi forza per essere persone responsabili di sé e degli altri e anche creativi, attenti, amanti della vita come lo è stato lui. Come?

  • Invece che escogitare strategie per “uscire di casa” cerca di abitarla.
  • prova ad accorgerti della tua casa, guardando gli oggetti, provando a dire grazie per quello che c’è.
  • prova ad accorgerti di chi abita con te, guardalo negli occhi, salutalo, chiedigli come sta…
  • trova dei modi per animare le giornate e la vita comune. Attraverso un gioco oppure facendo qualcosa insieme (un lavoro, un servizio, cucinare, condividere quello che hai studiato o letto)

 

Avete ragione. In questi giorni cambia anche tanto il modo di comunicare perché è sospesa gran parte della comunicazione non verbale di cui siete molto esperti, ovvero il comunicare attraverso il corpo, i gesti, le pacche con gli amici, gli abbracci. Chissà che non diventi occasione per imparare ad esprimersi attraverso le parole… a proposito del comunicare ci permettiamo di segnalarvi un articolo di giornale che contiene un consiglio: disobbedite a voi stessi!!!!

leggi articolo

Non sfondatevi solo di video su youtube-tictoc-instagram-o chissà quante piattaforme!!!! Ognuno cerchi qualche soluzione e magari vi vengono buone idee da condividere con gli altri.

Buon cammino a tutti e per ora non vi vogliamo vedere… ovvio no? Bisogna stare in casa! Poi appena sarà di nuovo possibile vi aspettiamo… nel frattempo ci potete telefonare o mandare messaggi (WhatsApp 320 0395269) e ci potete seguire nei social.

Noi ci siamo per condividere ancora insieme un pezzettino di strada… così potete dirci come state, oppure farci domande, chiarire qualcosa… può essere che questo tempo susciti domande nuove sulla vita, sul tempo, sulla morte, sull’amore…

 

Un abbraccio a un metro di distanza e molto vicini, invece, nella preghiera. Che davvero questo stop imposto porti frutto nella vostra vita.

Sr Stefania Letizia, sr Cecilia, sr Elena Ilaria, sr Rosangelica, sr Dina, sr Giulia, sr Stefania

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